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Arte - PoesiaPIERROT SOLAIRE
[ dal poemetto "Il Mal d'odor dei canti" ]
Andrea Rossetti
In quali ali di seno, inoffensivo,
quasi d’agnello, la mia bile bianca-
stra versificherò stamani appena
amara, masticando, sulla schiena
scheggiata da negro amante o gallo
stregone, ciò che avanza di materno?
Serbo nel frigo cannibalesco oscena
la sfatta carne della carne mia, sapendo
di latta il sangue del mio sangue fatto
red beer per i centauri screpolati
dalle highways e con due mummie appese
di dita secche paterne al parabrezza,
dondolenti – tra due denti d’oro
vitelleschi - benedizioni brusche
e bibliche ridotte a talismano.
Omo fatto mi guido oltre gli spersi
velli di bianconiglio, a mo’ di ciglio
stradale incubato, puttanesco
un po’ l’ammetto, da la mala luce
neonato, cavalcanti travestiti
con Desdemona mia liofelizzata
sotto gli eccessi canicolari. Piange
d’amor latteo nessuno, e questo pianto
e quello alluma solatio d’attorno,
scosso in ruzzanti spigoli di grani,
rosari oranti di prefica ardente.
E’, però, secco lacrimar su frutta
lavanda, e senza ruggine si muore,
amore d’insperato amore, a mezzogiorno,
e tutto questo intatto soleggiare
così vile e mondano è molli forche
di tralci di vite strette troppo
lontano dal mio seno (Amleto sposa
in bianco mentre Ofelia prende il velo).
Data di invio: 19/07/08
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